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Epatologia

Epatologia

LE PRINCIPALI MOTIVAZIONI ALLA BASE DELLA VISITA EPATOLOGICA

1. Introduzione

La visita epatologica rappresenta lo strumento specialistico fondamentale per la prevenzione, la diagnosi e il trattamento delle patologie a carico del fegato, delle vie biliari e della colecisti

2. Principali motivazioni all'origine del consulto epatologico

2.1. Alterazione degli esami ematochimici (Anomalie di laboratorio)

È la causa in assoluto più frequente di invio all'epatologo. Spesso il paziente è del tutto asintomatico e scopre il problema tramite esami del sangue di routine.

  • Ipertransaminasemia: L'innalzamento dei valori di AST (Aspartato Aminotransferasi) e ALT (Alanina Aminotransferasi) è indice di danno o infiammazione delle cellule epatiche (citolisi).
  • Indici di colestasi alterati: L'aumento della Gamma-GT (Gamma-Glutamil Transferasi) e della Fosfatasi Alkalina (ALP) segnala una compromissione del flusso biliare.
  • Iperbilirubinemia: L'aumento della bilirubina (totale, diretta o indiretta) richiede una diagnosi differenziale tra sindromi benigne (come la Sindrome di Gilbert) e ostruzioni o patologie più gravi.

2.2. Riscontri occasionali alla diagnostica per immagini

Molti pazienti vengono indirizzati allo specialista dopo aver eseguito un'ecografia addominale, una TC o una Risonanza Magnetica per altri motivi.

  • Steatosi epatica (Fegato grasso): Il riscontro di accumulo di grasso nel fegato è oggi una vera e propria epidemia e richiede una valutazione per escludere l'evoluzione in steatoepatite (NASH/MASH) o fibrosi.
  • Lesioni focali occupanti spazio: Presenza di noduli, cisti, emangiomi o masse sospette che necessitano di caratterizzazione benigna o maligna.
  • Alterazioni morfologiche:modifiche dei profili e della struttura in rappoirto spesso a fenomeni flogistici cronici
  • Ittero: Colorazione giallastra della cute e delle sclere oculari, causata dall'accumulo di bilirubina.
  • Astenia marcata: Un senso di stanchezza profonda e inspiegabile, comune a molte epatopatie croniche..
  • Segni di insufficienza epatica avanzata: Comparsa di ascite (liquido nell'addome), edemi declivi (gonfiore alle gambe), prurito generalizzato incoercibile o confusione mentale (encefalopatia epatica).

2.3. Gestione e monitoraggio delle epatiti virali croniche

Pazienti con diagnosi nota o sospetta di infezione da virus dell'epatite.

  • Epatite B (HBV) e C (HCV): Valutazione della replicazione virale, impostazione delle moderne terapie antivirali ad azione diretta (specialmente per l'HCV, oggi guaribile) e monitoraggio del danno d'organo nel tempo.
  • Abuso di alcol e tossicità da farmaci
  • Epatopatia alcolica: Valutazione del danno indotto dal consumo cronico o eccessivo di bevande alcoliche.
  • Danno da farmaci o integratori

2.4. Familiarità e screening per malattie rare o autoimmuni

La presenza di storie familiari positive o il sospetto clinico guidano verso patologie specifiche.

  • Malattie autoimmuni: Epatite autoimmune, Colangite Biliare Primitiva (CBP), Colangite Sclerosante Primitiva (CSP).
  • Malattie metaboliche ereditarie: Emocromatosi (accumulo di ferro), Malattia di Wilson (accumulo di rame) o deficit di alfa-1-antitripsina.

3. Conclusioni

La visita epatologica si configura come un momento cruciale non solo per la cura delle fasi acute o avanzate delle malattie del fegato, ma soprattutto per la diagnosi precoce. Identificare tempestivamente condizioni come la steatosi epatica o le epatiti croniche permette di attuare modifiche dello stile di vita e terapie farmacologiche mirate, prevenendo la progressione verso complicanze irreversibili quali la cirrosi epatica e l'epatocarcinoma.

Dr. Ponti Maria Laura

Medicina Interna - Epatologia


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